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L'Istituto e la Madonna del Carmine

16 Dicembre 1631: mentre il Vesuvio sversava la sua ira sulle terre di Ottajano e Campagna, un contadino scorse tra le macerie un pezzo di muro intatto. Dopo attimi di esitazione ecco che la figura della Gran Madre di Dio si mostra, dipinta, senza alcun graffio o segno di degradazione.

Gli anni a seguire furono caratterizzati da diversi miracoli, tanto che il popolo ottajanese decise di regalare un’adeguata sistemazione alla effige miracolosa.

Accanto alla Chiesa fu edificato un convento, che ospitò i Padri Carmelitani Scalzi, i quali instaurarono la devozione alla Madonna del Carmine, proprio in onore di quei benefattori che in silenzio avevano contribuito alla costruzione del convento.

Quando tutto sembrava essere tornato alla normalità per la cittadina di Ottajano, ecco che il Vesuvio si fa risentire, più forte di prima.

I Padri Carmelitani, nonostante il pericolo incombente, insieme alla immagine della Madonna del Carmine, si incamminarono verso le minaccevoli correnti di fiamme. Ad un certo punto il miracolo: ecco le fiamme arrestarsi e i fedeli sospirare meravigliati di fronte all’accaduto.

Per le leggi murattiane, nel 1809 i Padri Carmelitani andarono via dal Convento, che rimase abbandonato per molto tempo, mentre la Chiesa entrò a far parte della Parrocchia di San Giovanni, come rimane tuttora.

Nel 1927 fu acquistato dalle Suore Salesiane, le quali vivono e curano la Casa.

Le Opere d’Arte presenti in Chiesa

La Chiesa della Madonna del Carmine è ricca di elementi artistici. Spicca tra tutti senz’altro la tela della patrona della Chiesa, la Madonna del Carmine. Firmata dal Mozzillo nel 1777 è piena di elementi pittorici di gran livello: i dettagli della Ottajano dell’epoca, San Simone Stock in ginocchio alla Sua destra e Santo Stefano protomartire alla Sua sinistra. Al centro, invece la Madonna con il bambino; sul capo un crocifisso alquanto grande, sormontato dalla Santa Colomba. Sopra la Colomba l’Eterno Padre tra testine di cherubini, sotto il crocifisso, invece, anime tra le fiamme (a simboleggiare delle anime purganti).

L’elemento di maggior rilievo in tutta la struttura è senza dubbi la statua della Vergine del Carmine. La sua storia è davvero particolare. Nei primi del ‘900 la Chiesa del Carmine veniva curata da pii signori, tra cui una vecchietta, la sig. Luisa Montanino, chiamata “Zì Luisella ‘a cecata” a causa delle cataratte. Questa devota ogni giorno curava una lampada ad olio, collocata sulla mensola dinanzi la statua. Una mattina di fine gennaio 1915 Zì Luisella, per colpa della sua poco buona vista, pose la lampada sulla base della statua. L’indomani la terribile scoperta: gli abiti e il volto della statua erano stati bruciati dalle fiamme. L’accaduto non scoraggiò i devoti, anzi nacque un comitato per restaurare la statua prima della festa del 16 Luglio. I lavori impellenti però dovettero arrestarsi molto presto, dal momento che nessuno possedeva una fotografia della statua prima dell’incidente. Una soluzione fu trovata: nel quartiere del Rosario viveva una ragazzina, il cui volto era ritenuto identico a quello della Vergine: Carmela Auricchio. Strapparle una foto però fu una impresa più che ardua, dal momento che esisteva la stupida credenza che chi si faceva immortalare in una fotografia sarebbe morto di lì a poco. La foto fu scattata di nascosto da un fotografo di Sarno, appostato dietro i sacchi di farina, all’interno del negozio di alimentari del padre della ragazza. Di questo sotterfugio la ragazza soffrì molto. Nel frattempo la statua fu restaurata in un laboratorio in Via San Gregorio Armeno a Napoli e la prima domenica di luglio del 1915 fu portata in paese, suscitando grande commozione. In paese ormai si parlava solo di Carmela Auricchio, additata con l’appellativo “‘a Marònna ‘o Carmine”, la quale trascorreva notti insonni, aveva allucinazioni e cadde in una sorta di depressione. Il 26 Dicembre 1915 Carmela rese la sua bell’anima a Dio.

L’ 11 luglio 2009 la statua della Madonna del Carmine, solennemente incoronata dal Card. Angelo Comastri, venne proclamata Madre e Regina di Ottaviano: si realizzava così il desiderio espresso da tutti gli Ottavianesi, con assoluta concordia e con straordinaria tenacia, per 350 anni, a partire dal 16 luglio 1660, il giorno a Lei sacro, in cui  la Madonna del Carmine fermò la pioggia di cenere e di lapilli e salvò Ottaviano dalla distruzione.

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